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Cjarsons friulani

Ravioli di confine, tra dolce e salato

I cjarsons sono una delle paste ripiene più affascinanti d’Italia. Originari della Carnia, raccontano di pastori e commercianti che, tornando dai viaggi, portavano con sé spezie, uvetta, cacao, erbe spontanee.
Il risultato? Un ripieno sorprendente, dolce e salato insieme, racchiuso in una sfoglia sottile, condito con burro fuso e ricotta affumicata.

Ingredienti

Per 4 persone

Per la pasta:
  • 300 g di farina 00
  • 1 uovo
  • 100 ml di acqua tiepida
  • Un pizzico di sale
Per il ripieno (versione classica carnica):
  • 100 g di patate lessate e schiacciate
  • 50 g di uvetta ammollata
  • 30 g di cacao amaro in polvere
  • 50 g di biscotti secchi sbriciolati (o pangrattato tostato)
  • 40 g di ricotta fresca
  • Erbe aromatiche tritate (menta, prezzemolo, erba cipollina)
  • 1 cucchiaio di grappa (facoltativa)
  • Sale e pepe q.b.
Per il condimento:
  • 100 g di burro
50 g di ricotta affumicata grattugiata

Consigli da cucina

I cjarsons non devono essere uniformi: ogni famiglia ha la sua ricetta, quindi la libertà è parte della tradizione. Il ripieno deve avere contrasti: dolce (uvetta), amaro (cacao), sapido (ricotta), aromatico (erbe). Per un tocco gourmet: servili in fondina con qualche goccia di riduzione di aceto balsamico o di vino rosso.

Varianti e curiosità

Ogni valle della Carnia ha la sua versione: alcuni usano cannella e chiodi di garofano, altri marmellata, altri ancora patate e verdure. È un piatto che cambia casa per casa, proprio come le persone che lo cucinano.

Procedimento

  • Pasta. Impasta farina, uovo, acqua e sale fino ad avere un composto liscio ed elastico. Avvolgi nella pellicola e fai riposare 30 min.
  • Ripieno. Unisci patate, uvetta strizzata, cacao, biscotti sbriciolati, ricotta, erbe, grappa, sale e pepe. Deve risultare un composto morbido ma consistente.
  • Forma i cjarsons. Stendi la sfoglia sottile, ricava dischetti da 7–8 cm, farcisci con un cucchiaino di ripieno e richiudi a mezzaluna sigillando bene i bordi.
  • Cottura. Lessali in acqua salata per 3–4 min.
  • Condimento. In padella fai sciogliere il burro fino a leggera nocciola. Versa sui cjarsons e completa con abbondante ricotta affumicata.
  • Brovada e muset

    Acido e grasso, insieme in armonia

    La brovada è fatta con rape bianche fermentate nelle vinacce: una conserva antichissima, che dà un gusto acidulo e unico.
    Il muset è il cotechino friulano. L’unione di questi due ingredienti crea un piatto contadino che oggi, rivisto bene, diventa un capolavoro di contrasti e armonia.

    Ingredienti

    Per 4-6 persone

    • 1 muset (cotechino friulano, 800 g circa)
    • 600 g di brovada (rape fermentate, già pronte in salamoia)
    • 1 cipolla
    • 1 bicchiere di vino bianco secco
    • 2 cucchiai di strutto o olio extravergine d’oliva
    • 1 foglia di alloro
    • Pepe nero in grani
    • Sale q.b.

    Consigli da cucina

    La brovada deve essere scioglievole ma non disfatta: cuoci a fuoco dolce, mantenendo un po’ di fibra. Per alleggerire: sgrassare il muset cuocendolo in due acque. Presentazione moderna: servire la brovada a specchio nel piatto, adagiare sopra due fette di muset, guarnire con qualche germoglio amaro (rucola selvatica o senape).

    Varianti e curiosità

    La brovada è presidio Slow Food: è un piatto che racconta il legame con la vite e il vino, poiché le vinacce erano l’unico modo per conservare le rape in inverno.

    Procedimento

  • Cuoci il muset. Mettilo in acqua fredda, porta a ebollizione dolce e lascia sobbollire per circa 2 ore.
  • Prepara la brovada. In una casseruola scalda lo strutto (o olio), soffriggi la cipolla tritata, unisci la brovada sgocciolata, l’alloro e un mestolo d’acqua o brodo. Lascia stufare dolcemente per 1 ora, sfumando con vino bianco a metà cottura.
  • Servi. Taglia il muset a fette spesse, adagiale sopra la brovada calda e completa con pepe macinato fresco.